2012

Concorso di progettazione bandito dalla CEI | Progetto Pilota 2011
Diocesi: Tempio - Ampurias | Parrocchia: S. Ignazio da Laconi.

Concorso ad inviti.

2° Classificato

Olbia

  lavoro 1 di 1  CONCORSI - CULTO
gruppo progettazione:Remo Dorigati (cg), Oda Associati, Sandro Beltrami, Andrea Vaccari, Chiara Dorigati, Francesco Fuoco
collaboratori:liturgista: Monsignore Giuseppe Busani; artista: Alberto Ghinzani

Rapporto con l'ambiente urbano

L'area su cui dovrà sorgere la nuova chiesa è ai margini di Olbia entro un tessuto anonimo di nuova espansione. La tangenziale, in sopra-elevata, è una presenza invasiva che compromette l'unità morfologica del paesaggio e presenta un elevato livello di inquinamento acustico. Tuttavia, la continuità del suolo e la fascia di salvaguardia che corre parallela al percorso, consentono una strategia del verde e degli spazi aperti che può rappresentare un'opportunità:una fascia lineare che corre lungo tutto il territorio che potrebbe divenire un parco punteggiato da edifici pubblici opportunamente progettati per reagire al rumore. Un primo nucleo potrebbe essere costituito dalla presenza della chiesa con il nuovo centro parrocchiale, da un lato, e, dall'altro, le rovine di un antico nuraghe Maronzu. Due polarità che coniugano l'immagine contemporanea del "popolo di Dio" con il suo radicamento entro il territorio e la propria storia. Archeologia della pietra che, non solo ci ricorda che quelle presenze sono tracce di fatiche umane e di una cultura che si alimentava dei materiali del luogo, ma anche che esse possono divenire il dispositivo progettuale che fonda le premesse di quella chiesa di "pietre vive"che si insedia nel territorio in modo stabile e duraturo. Il paesaggio rupestre, con lo sfondo delle montagne in granito rosa, è l'immagine che legala percezione del luogo con una storia e una cultura millenaria che ha incontrato il mistero di Cristo. Le piccole chiese rurali disseminate nella campagna vicina testimoniano, attraverso il culto ancora vivo della comunità cristiana, le profonde radici con questa terra. Esse sono sentite spiritualmente come luoghi in cui condividere l'appartenenza ad un gruppo umano attraverso la fede. Sono luoghi di accoglienza che, soprattutto nelle festività religiose, cementano quel legame spirituale che concorre a definire una comunità viva e operante. La nuova chiesa è parte di questa cultura e di questo territorio. Essa si pone in modo isolato rispetto all'intorno in virtù della sua massa e del suo carattere tridimensionale: forte, solido, compatto. Essa è appoggiata su un basamento leggermente rialzato che potenzia la sua presenza a scala territoriale e sfida la barriera della tangenziale. La connessione con i nuovi quartieri è garantita da una rete di percorsi automobilistici e pedonali. Per questo è parso opportuno ipotizzare qualche collegamento pedonale, con piccolo ponte, che mettesse in relazione più stretta la zona sud con il complesso parrocchiale, mentre la connessione con la zona nord è garantita attraverso il parco lineare che passa sotto il viadotto. La chiesa come"pietra" è collocata isolata su un ampio stilobate-sagrato.

Riconoscibilità dell'edificio sacro

Lo spazio in cui si colloca la chiesa è definito dal limite netto dei corpi serventi che ritagliano una porzione di territorio distinta dallo spazio naturale del parco e della macchia mediterranea. Ne deriva un vuoto che viene potenziato da una piattaforma artificiale di pietra che rende evidente il carattere del luogo segnato da una lieve topografia: la chiesa viene appoggiata su di essa e, nel suo isolamento rispetto al tessuto urbano, esprime la sua doppia appartenenza al sistema delle chiese rurali e a quello delle nuove espansioni urbane. Il sagrato è pensato come un grande vestibolo territoriale che accoglie funzioni religiose all'aperto ma anche le feste della comunità locale, legate alle tradizionali ricorrenze. Questo spazio amplifica tutte quelle occasioni di incontro che si svolgono fuori dall'aula della chiesa ma, in ogni caso,fortemente correlate con essa. Matrimoni, funerali, festività religiose ma anche attività svolte dall'oratorio e dai giovani trovano, nello spazio che avvolge e precede la chiesa vera e propria, un luogo favorevole alle relazioni umane che cementano lo spirito di appartenenza ad una comunità. Una cura particolare è stata riservata allo spazio che segna il passaggio fra il sagrato e lo spazio interno della chiesa. Una sorta di nartece che si presenta come un enorme portale tagliato nella massa compatta del corpo religioso che invita ad entrare e che diviene, per la sua scala e per la sua forma, un'icona assolutamente propria di una chiesa. Per il suo carattere tridimensionale accentuato dalla forma massiva e isolata nello spazio, la chiesa non presenta una facciata tradizionale (come nel caso di contesti urbani). E' il grande portale con il vicino campanile che definiscono le nuove gerarchie e, per così dire, il fronte principale che dà le spalle alla tangenziale e si rivolge a sud verso il paesaggio urbano. In questo spazio "che precede" è collocata una scultura come atto di pietà e devozione: il bastone e la bisaccia di S. Ignazio da Laconi. Non la sua figura ma le icone che raccontano dell'umiltà del frate francescano e del suo rapporto con l'uomo. Solo una volta entrati e dopo aver percorso il nartece che produce un senso di oscurità si scopre la luce interna che fa emergere l'altare direzionato verso Est. L'immagine dell'edificio sacro si misura con il paesaggio e la luce: esso trova la sua misura, la sua forma e i suoi materiali in relazione alla cultura del luogo. La sua massa e la sua materia dialoga con le montagne di granito rosa all'orizzonte e sfida la linea della tangenziale opponendo il segno verticale del campanile: un segno territoriale,deciso e forte, che appare a grande distanza, anche per chi percorre la sopraelevata.

Profilo estetico, formale

Il paesaggio fisico e culturale hanno suggerito l'immagine di un corpo isolato,solido come una massa di pietra: una presenza non effimera segnata da un linguaggio che rinvia agli archetipi dei nuraghe, dei luoghi sacri pagani e delle chiese rupestri. Lo stesso materiale, il granito macinato e impastato con il cemento colorato additivato rinvia ad un atto primario dell'uomo che erige la casa di Dio partendo dalla materia depositata nel luogo e la innalza quanto più possibile perché sia riconosciuta la sua presenza e il senso di spirituale di accoglienza che essa esprime. La forma "a pianta centrale" ma direzionata nasce anche da una riflessione sullo spazio liturgico per cui al tema dell'aula monodirezionale si è privilegiata una forma più avvolgente attorno all'altare che produce un dialogo più serrato e attivo con le altre funzioni liturgiche.Per questo, lo schema elabora una interpretazione dello spazio della"Chiesa del Gesù" (Vignola, 1584) in cui la grande aula centrale era servita da una teoria di cappelle in nicchia su ambo i lati. Ad Olbia, lo schema si articola su un percorso di purificazione che avviene secondo un movimento a spirale che dall'esterno porta all'altare: tutta la superficie avvolgente si presenta come una massa solida scavata dai più importanti temi liturgici.L'atto dello scavo, non solo consente un'ampia libertà nel collocare le diverse funzioni delle cappelle, ma soprattutto, in virtù della loro posizione attorno al perimetro dell'aula, permette una manipolazione della luce direzionata che è in grado di esprimere visivamente le diverse e complesse gerarchie. Inoltre, la copertura viene incisa con un segno atto ad accogliere la luce durante le fasi del giorno (est-sud). Allo scopo di evitare la crudezza di un lucernario, tale dispositivo viene intercettato da una vela in gesso traforata che illumina lo spazio centrale con una luce diffusa come una proiezione celeste. Lo spazio e la luce hanno rappresentato lo sforzo maggiore per avvicinare i fedeli ad un profondo senso di spiritualità. All'immagine di solidità esterna si contrappone uno spazio interno accogliente e bianco (una sorta di guscio), nel quale la luce miscela la decisa presenza dei luoghi liturgici con una leggera penombra entro cui solo il silenzio e la parola devono avere la forza di imporre una sacra presenza. Fra le due pelli, quella esterna e quella interna, sono collocatele strutture portanti in acciaio e tutte le reti impiantistiche. I corpi serventi (casa del parroco e oratorio) sono stati pensati con un disegno semplice e regolare, quasi solo un limite, per potenziare la forza della chiesa raccolta al centro.

Impianto liturgico

Lo spazio della chiesa prende forma e si articola in base alle azioni rituali. Sono queste a determinare la configurazione dei luoghi liturgici. Il guscio interno,diverso dalla forma esterna che dialoga con il territorio, è uno spazio sospeso in cui una luce misurata esprime il senso della presenza-assenza. Il NARTECE come spazio oscuro media all'ingresso il passaggio verso il mistero, segnato da una luce morbida che scende dall'alto. Una frattura decisa che interrompe il flusso dei problemi quotidiani per riscoprire un diverso senso della vita. Un passaggio che segna l'inizio di un percorso celebrativo che, attraverso il battesimo e la penitenza conduce all'Eucaristia. La FORMA avvolgente a spirale rende evidente l'arrivo all'altare, dove Cristo si fa Pane vivo. Allo stesso tempo, la forma "raccolta" ma direzionale concorre alla caratterizzazione dello spazio assembleare come "partecipatio actuosa" attorno all'altare, luogo che domina e orienta. Altare ed ambone,pur vicini spazialmente, hanno una loro precisa identità, evidenziando così i singoli momenti liturgici. L'ALTARE è rialzato su tre gradini (ricordo del bema)e si presenta con una forma quadrangolare di piccole dimensioni, ma sufficientemente forte e luminosa da raccogliere in sé il significato di mensa e di ara. Esso è appoggiato su una autonoma pedana, che ha tutto attorno un vuoto, una pausa. La sua forma emana un'energia unica in tutto lo spazio che attrae ininterrottamente un flusso fisico e spirituale. Sulla bianca abside è collocato il CROCEFISSO illuminato da una luce radente zenitale. Il corpo di Gesù è assente, rimane solo il sudario intriso di sangue: una croce gloriosa che ricorda il sacrificio e la risurrezione. L'AMBONE è posto a lato in relazione esplicita con l'assemblea, con l'altare e con la SEDE DEL PRESIDENTE, primo ascoltatore della Parola di Dio. La sua forma è una presenza forte ma non monumentale, incombente: l'annuncio del Vangelo è nella Parola che si estende per tutta l'assemblea e orienta la celebrazione. La sua forma si eleva nello spazio emergendo da un basamento che sostiene la presenza di altri lettori stabilendo così una leggera gerarchia fra lettura del nuovo e del vecchio testamento. Il BATTISTERO posizionato vicino all'ingresso diviene porta dei sacramenti, inizio del cammino. La penitenzeria è collocata in modo da richiamare il Battesimo e da invitare nuovamente alla partecipazione al banchetto eucaristica. Il battistero è evidenziato da una forte luminosità: la cappella è illuminata zenitalmente e la luce si espande sino a comprendere la fonte d'acqua benedetta; la parete è circondata da "spruzzi" d'oro. Lo spazio del battistero si affaccia, tramite un alta apertura, verso l'aula e l'altare in un dialogo ininterrotto.

Opere d'arte

Le opere d'arte sono state pensate unitariamente al progetto della chiesa. Le diverse opere, pur riferendosi atemi differenti, mantengono una forte unità linguistica. Artista e architetto hanno collaborato alla ricerca di una soluzione unitaria in cui i singoli manufatti entrano in una relazione strutturale con lo spazio. I luoghi in cui sono collocate le opere d'arte sono pensati per accoglierle attraverso luce e dimensione e, allo stesso tempo, le forme e materie delle sculture hanno influito sulla definizione dello spazio in generale. Ricorre il tema del sudario, del velo, di una materia "sofferente" che deve essere svelata: si è tentato di comunicare il senso del Mistero. ALTARE: l'ara del sacrificio ha prevalso sul tema della mensa. Tutti i lati dell'altare sonostati sviluppati con la stessa dignità. Il sudario cela un basamento puro in marmo bianco. Un tratto colato in rosso ricorda il sangue; tutto è impreziosito da "spruzzi" in preziosa polvere dorata (risurrezione). AMBONE: il drappo che definisce il luogo dove è proclamata la Parola scende dal Libro ma non tocca il suolo: la leggerezza della parola trasmette attraverso il"messaggero" (lettore) l'impegno del Verbo. FONTE BATTESIMALE: la conca d'acqua è sostenuta da una colata "umida" come un continuo atto di purificazione; nel battistero è presente la polvere dorata. CUSTODIA EUCARISTICA: il tabernacolo è una presenza pura, incastonata nel muro. La sacralità del luogo è segnata da incisioni sulla parete laterale che conducono visivamente alla custodia. SEDE DEL PRESIDENTE: è definita mediante una semplice lama di corten che identifica, con purezza ed austerità, la sede della presidenza. CROCIFISSO: appeso sulla bianca abside, la croce in ottone dorato ricorda con il sudario la presenza di Cristo, la sua morte e resurrezione.IMMAGINE DELLA BEATA VERGINE MARIA: all'interno della cappella devozionale, l'immagine è definita con un bassorilievo: il suo velo vuole proteggere chi a lei si affida. IMMAGINE DI SANT'IGNAZIO DA LACONI: esistono due luoghi dove è presente; il primo è all'ingresso, sotto al nartece, dove si trovano appoggiate ad una panca la sua bisaccia ed il suo bastone, il secondo è all'interno della cappella feriale, dove è presente una statua "processionale" del santo. PORTA:è definita da un velo che scende dall'alto e che si squarcia all'apertura; il portale è Cristo, vincitore della morte. VIA CRUCIS: partendo dal nartece, si sviluppa a spirale in tutta l'aula,fino ad arrivare dopo la cappella eucaristica. La formella presenta l'immagine di una croce declinata nelle molteplici posizioni e narrazioni evangeliche. Il peso e la posizione della Croce raccontano del sacrificio.

Aspetti funzionali

Il complesso si articola nel basamento (sagrato), nel corpo della chiesa collocato centralmente ad esso e nei fabbricati di servizio che lo racchiudono ad ovest e nord (verso la tangenziale). Al sagrato si accede da sud, da una piccola piazza alberata, salendo un'ampia scala rivolta verso le montagne: da qui il fedele piega verso il nartece-entrata iniziando il percorso di purificazione. Da ovest si può accedere direttamente dalla strada facilitando l'accesso per persone disabili, cortei funebri, matrimoni, processioni, ecc. Oltre al grande parcheggio esistente (ad ovest) sono stati individuati ulteriori posti auto in prossimità della chiesa il cui numero può essere, in caso di necessità,aumentato. Il corpo a L che delimita il sagrato è destinato ad abitazioni e oratorio. La canonica è collegata allo studio-ricevimento e all'oratorio ed è in relazione diretta con l'entrata alla chiesa. Inoltre è stata prevista un'ulteriore piccola abitazione per il vice-parroco o ospite. Ambedue gli alloggi sono collegati ad un parcheggio interrato provvisto di posti auto. Sul retro degli appartamenti è previsto un orto. Il corpo delle attività parrocchiali si articola in una serie di stanze che possono funzionare daclassi ma anche da laboratori per i ragazzi. Un corpo, sul lato est, è di dimensioni maggiori per spazi di incontri e rappresentazioni: il tetto è disegnato con degli "shed" che prendono luce a nord e rivolgano l'inclinazione a sud per sostenere i pannelli fotovoltaici. Il soffitto è disegnato con aperture irregolari allo scopo di eliminare l'effetto "officina". Una scala-teatrino porta alla zona giochi ed al parco retrostante. Qui sono collocate le cucine e i servizi a sostegno delle feste che si svolgono nelle parte retrostante la chiesa come accade presso le attuali chiesette campestri.

Aspetti tecnologici

STRUTTURA. Fondazioni (platee e travi rovesce), setti controventanti e pilastri in calcestruzzo gettato in opera(C25/30 in fondazione e C28/35 in elevazione), travi principali e secondarie di copertura di tipo reticolare in acciaio (S275) consentono elevate luci con elementi di peso contenuto. Predimensionamento condotto con il metodo degli stati limite ultimi, secondo i disposti del DM 14/01/08 per le strutture in zona sismica (§ 3.2), sebbene il ridotto valore della accelerazione orizzontale massima ag atteso per la zona renda non determinanti le azioni sismiche. Sono poi state considerate le azioni dovute ai fattori climatici (neve e vento,secondo § 3.3 e 3.4. citato DM). La caratteristiche dimensionali e geometriche della struttura son tali da non comportare sollecitazioni al limite delle capacità resistenti dei materiali d’impiego né deformazioni significative, né risulta esaurita la generosa capacità portante del terreno sottostante le strutture di fondazione.

IMPIANTI | SOSTENIBILITA'. Le scelte impiantistiche si fondano sulle risorse energetiche naturali del sito: sole (per alimentare pannelli solari fotovoltaici e idronici), vento (che, captato e indirizzato, alimenta i sistemi di ventilazione naturale e ibrida), terra (geotermia per pompe di calore e per il raffrescamento dell'aria), acqua (raccolta e stoccata fornisce acqua per le reti duali dei servizi, irrigazione, contribuendo al sistema di free cooling).Un sistema globale che privilegia scelte legate alla sostenibilità ambientale.

ACUSTICA.La modellazione acustica ambientale della chiesa (geometria e materiali di finitura)fornisce tempi di riverbero (T60_fr. 500Hz) tali da avere una perfetta intelligibilità della parola durante le funzioni.