2003

Concorso per la riqualificazione architettonica della Cascina San Zeno e suo riuso come Casa Comunale

San Zeno Naviglio (BS)

 lavoro 9 di 10 CONCORSI - EDIFICI PUBBLICI
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gruppo progettazione:Sandro Beltrami (capogruppo), Marco Barzaghi, Carla Zovetti, Germana Silvia De Nadal
collaboratori:-
6° classificato

DALLA RELAZIONE DI PROGETTO
Recuperare un edificio originariamente con destinazione rurale per poterlo riutilizzare come attuale sede municipale, in un territorio da cui è scomparsa quasi completamente la trama agraria ma che ha mantenuto notevoli tracce del sistema di canali irrigui un tempo elementi fondamentali del ciclo economico e dell'assetto paesaggistico.Bandire atteggiamenti nostalgici, progettare a partire dalle preesistenze, trovare configurazioni coerenti con il nuovo ruolo in cui convivono elementi di novità necessari con elementi di permanenza degni di essere mantenuti ed adattati.Valorizzare il fluire dell'acqua e del suo sistema capillare di irregimentazione che ha rivestito storicamente un ruolo fondamentale per il sistema economico e nella formazione del paesaggio del territorio della Bassa bresciana e di quello di S. Zeno in particolare (come dimostrano l'antico toponimo di Tregonzio in uso sino alla fine del XV sec. e l'attuale denominazione ). 
L'acqua, motivo dominante, si ritrova a più riprese nel progetto. Con la valorizzazione del Serioletto e soprattutto della seriola Biocha che, tangente al lato Ovest di Via Diaz, scorre sotto il pavimento dell'ala est della cascina, per poi proseguire tombinata verso Sud. Con la proposta di istituire un Museo dell'Acqua (MudA). Con l'utilizzo come sfondo delle tavole di progetto di una mappa austriaca del 1852 ' elaborata digitalmente -raffigurante S. Zeno e il sistema di canali irrigui.In considerazione del carattere dimesso dell'architettura della Cascina ex Pasotti, il progetto interviene sia su scala urbana, proponendo a lato della cascina una piazza, sia su scala architettonica, introducendo una torre quale elemento di novità, rendendo il complesso più idoneo al nuovo ruolo istituzionale.
La piazza. Localizzata ad Ovest della cascina, profonda quanto l'intero lotto, è baricentrica rispetto alla nuova sede comunale ad Est e la nuova caserma dei C.C. ad Ovest. Le sue dimensioni, la presenza di questi edifici pubblici e i flussi dei rispettivi utenti la propongono quale nuovo spazio collettivo del paese. Il piano della pavimentazione - coincidente all'incirca con la quota dei pavimenti della sede municipale - risulta leggermente sopraelevata rispetto alla strada di nuova realizzazione a Sud del lotto (nuova piazza lineare). La vasca d'acqua che chiude la piazza a Sud ne amplifica le dimensioni e costituisce un richiamo alla presenza dell'alveo del Serioletto, che scorre a Nord. Nell'angolo Sud-Est del lotto è localizzata una zona a parcheggio e la rampa d'accesso all'autorimessa interrata d'uso comunale.
La torre. Costituisce il nuovo ingresso del complesso, contiene scale ed ascensori che ne fanno il nodo distributivo dei percorsi interni e diviene segno del nuovo ruolo istituzionale assunto dalla cascina. E' situata all'esterno del lato Ovest dell'edificio, all'intersezione tra gli assi del portico interno del corpo centrale e del percorso pedonale coperto di cui costituisce il terminale. Essa richiama una tipologia ben radicata nell'architettura rurale della Bassa Bresciana come attestano gli es. di Cascina Pontevica a S. Zeno, altri a Verolavecchia, Verolanuova, Trenzano, Castelcovati, Cigole, Longhena ed altri ancora.Inoltre il progetto individua, sempre alla scala architettonica, una serie di caratteri morfotipologici meritevoli di essere mantenuti, ai quali delegare la riconoscibilità delle origini dell'edificio, così da assicurare la continuità tra la sua vita precedente e quella futura. Tra i principali si elencano:
La corte interna. Quale elemento tipologico fondamentale all'interno dell'architettura rurale viene mantenuta inalterata per forma e dimensioni. Ripavimentata, viene chiusa lungo il lato Sud a mezzo del lucernario lineare emergente della sala consigliare ipogea, schermato a Sud da una cortina brise soleil in elementi di laterizio trafilato.Il portico a doppia altezza. Chiuso con pareti vetrate, arretrate rispetto ai pilastri in muratura della facciata, funge da elemento distributivo del corpo centrale; al primo piano è attraversato da passerelle aeree che consentono di accedere ai vani. 
Gli uffici, inoltre, sono dotati di un ulteriore sistema distributivo con scala interna per il personale, distinto da quello degli utenti.L'ala Ovest. Si prevede la demolizione delle superfetazioni di più recente costruzione. In fregio al lato Ovest è stato addossato un volume vetrato con funzione di disimpegno ai vani interni che , verso corte, sono stati chiusi da serramenti vetrati a tutta altezza schermati verso l'alto e verso l'esterno da una cortina brise soleil in elementi di laterizio trafilato.
L'ala est. Si è deciso di non modificare le linee del tetto (gronda e colmo) per mantenere significativa la differenza altimetrica dei corpi di fabbrica. Per garantire altezze minime dei vani conformi a quanto imposto dai regolamenti edilizi si è previsto l'abbassamento della quota di pavimento del piano terra. Al primo piano trova posto l'Area Tecnica, accessibile dal sistema di percorsi precedentemente descritto, al piano terra il Museo dell'Acqua dotato di accesso dall'esterno indipendente.Un discorso a sé stante richiedono i seguenti due spazi particolarmente significativi all'interno dell'intero complesso:La sala consigliare. Collocata in posizione ipogea al di sotto della corte, poiché in considerazione della capacità richiesta difficilmente avrebbe potuto essere collocata all'interno dei vani della cascina senza comportare profonde alterazioni alle strutture esistenti. La sala potrà essere utilizzata in modo indipendente dal resto del complesso poiché dotata di ingressi separati da quelli del municipio. Sarà illuminata naturalmente per mezzo del grande lucernario lungo la parete di fondo che emerge dalla pavimentazione della corte per chiudere il lato Sud della cascina.Il Museo dell'Acqua (MudA). Si propone la fondazione di un piccolo museo tematico, con sede nei vani al piano terra dell'ala Est con funzioni di conservazione, di ricerca e di trasmissione alle generazioni a venire, dell'impresa, della cultura del lavoro e della produzione materiale ed intellettuale, dell'agricoltura, dei manufatti, dei materiali e dei saperi connessi all'impiego dell'acqua nell'agricoltura. Gli spazi interni nella loro definizione alludono agli argomenti in esposizione, infatti viene denunciata e valorizzata da due pozzi chiusi da teche vetrate lo scorrere sotterraneo della Seriola Biocha.
Da ultimo una citazione riguardo le soluzioni formali adottate dal progetto. Le più significative riguardano: per le aperture esistenti l'uso di serramenti in legno posati in luce, per le nuove aperture l'uso di serramenti metallici posati in battuta esterna. Nei prospetti interni si fa ampio uso di elementi di chiusura vetrati per ottenere i necessari requisiti di abitabilità e di illuminazione ed al contempo esaltare la centralità della corte verso cui gli ambienti sono rivolti. Per i muri e le partizioni interne si prevede il trattamento superficiale ad intonaco civile; non escludendo l'eventualità di lasciare a vista consistenti porzioni di paramenti murari qualora gli stessi risultassero di pregevole fattura. I muri esterni hanno attacco a terra caratterizzato da una zoccolatura in pietra (Botticino). Dal punto di vista costruttivo si prevede l'impiego dei materiali della tradizione: coppo lombardo, legno, pietre locali, laterizio, intonachi in malta cementizia ecc., quando possibile messi in opera con tecniche costruttive contemporanee quali per esempio l'assemblaggio a secco degli elementi in cotto trafilato per formare il brise soleil, la copertura a falda con doppia intercapedine ventilata, il legno lamellare incollato, il sughero per i sistemi di coibentazione - come illustrato nelle tavole grafiche di progetto.

BIBLIOGRAFIA
AA.VV., Incontri di storia bresciana: La ruralità e il territorio, Ed. Gruppo Aziendale dei Dipendenti - Aziende del gruppo Cab, Brescia 1994.
Associazione Amici Fondazione Civiltà Bresciana della Bassa e del Parco dell'Oglio-Fondazione Civiltà Bresciana, Paesi e Paesaggi della Bassa Bresciana, Desca Ed., Roccafranca (BS) 1996.
Carlotta Coccoli, San Zeno Naviglio ed il suo patrimonio storico, Ed. Fondazione Civiltà Bresciana, Brescia 1999.
Angelo Locatelli-Dezio Paletti, Materiali, tipologie ed aspetti compositivi dell'architettura rurale della pianura bresciana, in I segni dell'uomo nel territorio e nel paesaggio bresciano: permanenze e significati- Atti del convegno Incontri di storia Bresciana VI ed., Brescia 28 maggio1998.