2003-04

Ampliamento ala Nord/Ovest del cimitero comunale

Comune di Cambiago

  lavoro 1 di 3 OPERE PUBBLICHE - EDIFICI PUBBLICI
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Europaconcorsi
natura dell'intervento:AMPLIAMENTO
importo lavori:Euro 300.000,00
tipo di prestazione:Progettazione  Direzione lavori  Coordinamento sicurezza in fase di progettazione e in fase di esecuzione
tipo di progettazione:Architettonica  Strutturale  Sicurezza
livello di progettazione:Definitiva  Esecutiva
DALLA RELAZIONE DI PROGETTO:
Cimitero: da "coementerium" (tardo latino) a sua volta derivato da koimëterion-koiman (greco) che significa dormire.L'etimologia del termine suggerisce una prima antica lettura della funzione di questo "luogo": destinato a chi, in uno stato di cui il sonno è una breve e fugace anticipazione, materializza con la morte la "più grande coscienza della sua esistenza" (R.M. Rilke).Morte come evento naturale, dunque, assicurato dalla presenza stessa della vita nella sua più semplice e pura essenzialità.Ma per un individuo non esiste solo la "propria morte"; l'Evento permea, infatti, nella vita di ciascuno in primo luogo sotto le spoglie di "morte degli altri". Chiunque essi siano: cari, parenti, uomini illustri, sconosciuti.Morte, dunque, come evento che ha inevitabili risvolti sulla vita dei vivi.Da un lato, quindi, la normalità ed il rigore della legge naturale, dall'altro l'eccezionalità di un evento "unico" in grado di stravolgere e segnare la vita di chi gli sopravvive.La ricerca progettuale svolta per la realizzazione di un luogo tanto singolare è stata mossa "in primis" dall'aspirazione ad una creazione "concettuale", che liberasse il gioco compositivo da qualunque richiamo semantico, simbolico o monumentale. Si è mirato ad un "luogo" in grado di evocare, di suscitare sensazioni e suggestioni nel visitatore.Tre sono gli elementi che hanno concretizzato il progetto architettonico:materiali puri, o meglio materiali che possiedono sostanza;geometria pura, intendendo con essa la struttura che dà presenza e forma all'oggetto costruito;la natura, ma non la natura allo stato vergine; una natura artificiale, in cui l'uomo ha posto un ordine, un ordine astratto. Questa è la luce, il colore del cielo, l'acqua e la terra.La natura perde la sua integrità nel momento in cui entra in contatto con il costruito: la sua apparenza cambia quando è ridotta ad elementi quali la luce, il vento, l'acqua la terra o il cielo.Luce, acqua, vento, terra e cielo diventano "simboli" della natura. Essa che fino a questo punto è rimasta definita diventa nella sua risonanza con la geometria incorporata nella struttura una astrazione.Così i parallelepipedi conficcati nel terreno parlano della concretezza e certezza della morte, così la semplice struttura monolitica esposta a vento ed acqua ricorderà l'implacabilità degli eventi naturali, così il fluire della pioggia davanti alle fessure che si aprono sui tetti testimonierà l'inesorabile fluire della vita nonostante tutto.Voluta è stata la scelta del calcestruzzo a vista per le estese pareti perimetrali: tale materiale si segna con il tempo, si macchia, invecchia. Diverrà un indicatore del tempo che passa, ma si adatterà ed adeguerà al passare degli anni, proprio come le pietre dalle quali ha preso vita.L'acciaio corten utilizzato per i pannelli di chiusura, dotato già sin d'ora della patina del tempo, vuole essere un rispettoso richiamo alla memoria, a ciò che è stato, che giustamente contrasta con il nuovo che lo circonda, fino a quando la corruttibilità della materia non uguaglierà tutto, uniformando ogni cosa sotto l'aspetto di ciò che è ormai vissuto, vecchio.La luce del sole che si servirà delle fessure all'interno dei pannelli per disegnare sulle superfici interne croci radiose sarà, per chi a sua volta gode dell'illuminazione della fede, un segno di speranza. Le lapidi, in marmo bianco, sono l'unico elemento che si stacca dal rigore dei materiali circostanti. Le si affidano alla luce incidente sulla loro superficie che ne renda i piani brillanti, quasi a voler tener vivo un ricordo, un'immagine, un volto.Ma si è convinti, che ciò che effettivamente è in grado di creare emozioni non sia tanto la forma, più o meno gradevole alla vista, ma la capacità di un luogo di far percepire uno spazio a chi ne fruisce.Una costruzione non deve rimanere statica, come una lapide, senza un flusso. Essa deve riportare al presente nel cuore del visitatore la memoria di un luogo e trasmetterlo, consegnarlo al futuro; magari evocando la percezione di certi spazi già vissuti nel nostro passato.Si auspica che il visitatore possa entrare in "intimità" con l'ambiente in cui si trova, non più sentito come "oggetto opaco e chiuso" ma come elemento intimamente partecipe alla vita, ad un "destino creaturale" ove vita delle cose e vita dell'uomo sono necessariamente legati. Di qui la volontà di creare ambienti diversi dai soliti colombari; quanto piuttosto il desiderio di ricreare delle vere e proprie "stanze", quasi private, raccolte. "Stanze", ambiente ricostruito che nel suo significato evoca lo "stare", l'esserci, quindi la vita.O meglio, la presenza di chi, in tale contesto, cerca l'equilibrio, o almeno un po' di pace nella propria condizione di sopravvissuto. Per alcuni il sepolcro (di foscoliana memoria) sarà luogo di raccoglimento e meditazione, di evocazione delle relazioni intercorse con i defunti, allo scopo di trovare il coraggio di affrontare l'esistenza e l'impegno di viverla con forza e dignità. Per altri, questo luogo, diventerà spazio di preghiera, custode di un messaggio di speranza.In ogni caso i volumi che delimitano gli ambienti divengono custodi dello spazio che circondano, separandolo dal convulso agitarsi del mondo.Le cappelle gentilizie del secolo scorso, contrapposte alla parte di nuova realizzazione sul confine con la parte più antica del cimitero avevano già dichiarato questa necessità d'intimità all'interno della struttura cimiteriale.I nuovi corpi, che nella loro geometria, richiamano le forme di tali elementi antichi, rappresentano una moderna estensione su larga scala della fruibilità di spazi raccolti.Ma non si è voluto creare con l'ambiente esterno una drastica e netta cesura così come avviene sugli altri lati del cimitero: i pannelli metallici, separati da fessure con le quali si è volutamente ripreso il riferimento iconico cristiano, lasciano intravedere, per chi lo vuole, le immagini della vita esterna ed allo stesso modo, la quiete del riposo dell'ambiente interno. La vita e la morte che per l'ennesima volta non possono esistere l'una a prescindere dall'altra.